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Covid-19: letale per l’individuo o per il Sistema Sanitario?

L’infezione da Covid-19 ha causato in Italia un numero estremamente alto di decessi. Dati epidemiologici tra cui il numero di contagiati e di morti ci vengono continuamente presentati dai media nazionale. Sono numeri che per la loro entità fanno sicuramente impressione e che ci fanno riflettere.

Secondo un recente documento redatto dell’ISTAT in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, la mortalità nel mese di marzo 2020 in Italia, ha presentato una crescita dei decessi del 49,4% rispetto alla media dei decessi dello stesso mese del periodo 2015-2019. In particolare nel periodo che va dal 20 febbraio (data di segnalazione del primo caso italiano di Covid-19) al 31 marzo i decessi passano da 65.592 (media del periodo 2015-2019) a 90.946 del 2020. C’è quindi un eccesso di decessi di 25.534 unità. Nello stesso periodo il numero di morti Covid diagnosticati è 13.710, che rappresentano quindi, il 54% dell’eccesso dei decessi.

Il dato di eccesso di decessi presenta però differenze molto importanti tra regioni diverse.

In Lombardia, ad esempio, il numero di decessi aumenta da 11.1195 a 27.279 presentando quindi un aumento del 186,5%; nel Lazio, invece passa da 5.605 a 5.211 con, quindi, una diminuzione del 8,1%. L’eccesso di morti è quindi di più 16084 in Lombardia ed è addirittura in negativo di meno 394 nel Lazio. Questi elementi dimostrano quanto si modifichi la mortalità legata al virus in base alla regione analizzata.

In un articolo pubblicato sull’ “International Journal of Infectious Disease”, un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato l’impatto del virus dell’influenza sull’eccesso di mortalità in Italia in 4 stagioni invernali, dal 2013/14 al 2016/17. L’eccesso di decessi nella stagione 2016/2017, l’ultima analizzata nella ricerca, è stato di 43336 pazienti deceduti, distribuiti in un lasso di tempo di circa quattro mesi. Questo eccesso di mortalità è infatti concentrato dalla 47 settimana alla 17 settimana, quindi più o meno dalla fine del mese di Novembre alla metà del mese di Aprile, circa quattro mesi appunto. Una distribuzione così diffusa nel tempo è stata riscontrata in modo simile nelle altre stagioni analizzate.

Appare subito evidente come i decessi determinati dall’influenza numericamente siano paragonabili a quelle determinati quest’anno in seguito alla epidemia Covid-19. La diversità tra la situazione sanitaria del 2016/2017 rispetto a quella attuale è ascrivibile alle differenze in termini di concentrazione spazio-temporale dell’epidemia.

Ritornando all’eccesso di decessi di 25534 unità, sempre nel medesimo documento redatto da ISTAT e Istituto Superiore di Sanità viene evidenziato il numero di 11824 di morti non attribuibili direttamente al Covid ma spiegabile sostanzialmente attraverso tre motivazioni: ulteriore mortalità associata a Covid 19 e non diagnostica (decessi a cui non è stato eseguito il tampone), mortalità indiretta correlata al Covid (decessi per danno ad altri organi determinato dal virus) e mortalità causata dalla crisi del sistema ospedaliero e dal timore di recarsi in ospedale.

Questa frazione di eccesso di mortalità pertanto può essere sicuramente attribuita allo stress subito dal sistema sanitario nazionale e regionale nel trattamento anche di altre patologie o nel non-trattamento legato sia alla paura del cittadino di accedere alle strutture ospedaliere sia dall’impossibilità di ricezione delle stesse.

Che i dati di letalità del virus siano fortemente condizionati dall’organizzazione sanitaria locale è dimostrato anche dalla diversità riportata tra regione e regione.

Infatti i dati riportati sono i seguenti: in Italia si attesta al 13,8%, 29684 decessi su 214.457 pazienti; in Lombardia è del 18%, 14611 decessi su 79369 pazienti; nel Lazio, infine, è del 7%, 538 decessi su 6995 pazienti.

Su un articolo recentemente pubblicato è stata presenta una ricerca condotta nella città di Kobe, in Giappone. Il team di ricercatori ha sottoposto 1000 pazienti ambulatoriali del loro ospedale, al test sierologico per la ricerca di anticorpi contro il Covid-19. I risultati hanno mostrato che 33 pazienti, quindi il 3,3% dell’intero campione, presentava gli anticorpi IGg contro il coronavirus, dimostrando quindi di essere stati infettati in precedenza dal virus.

I dati giapponesi basati sulla stima dei contagiati in base ai test sierologici dimostrano differenze estremamente elevate tra numero di positivi ai tamponi e numero di contagiati così come valutati dai test sierologici. La letalità del virus calcolata dalla percentuale dei morti sul numero dei contagiati ai test sierologici aumenta notevolmente il denominatore e riduce drasticamente la letalità al di sotto dell’1%. Sappiamo che in Italia sta iniziando una valutazione analoga su un campione che utilizza 150.000 test sierologici al fine di valutare la differenza tra contagiati rilevati con il tampone e contagiati rilevati con i test sierologici. Se anche i nostri dati confermeranno quanto hanno osservato i colleghi giapponesi anche da noi il dato reale di letalità del Covid-19 scenderà a livelli molto bassi, ridimensionando i dati attuali.

Rimettendo nella giusta ottica e prospettiva i dati finora raccolti, l’estremamente alta percentuale di mortalità osservata soprattutto in Lombardia e Piemonte si inserisce quindi anche nella debolezza di un sistema sanitario con criticità nell’assistenza territoriale, nel numero di posti letto in terapia intensiva e nella cattiva gestione delle residenze per anziani.

Anche al nord Italia, pesantemente colpito dell’epidemia, esistono differenze importanti rappresentate dal modello della regione Veneto che grazie ad una organizzazione sanitaria più efficiente è riuscita a gestire meglio l’epidemia con percentuali di mortalità significativamente più contenute.

Riassumendo, la letalità del virus in termini assoluti, considerata nei confronti diretti sui pazienti, non sembrerebbe così drammatica se anche in Italia verranno confermati i dati giapponesi e ridimensionati i dati di mortalità sul numero reale dei contagiati che allo stato attuale non conosciamo con precisione ma che è sicuramente di gran lunga superiore al numero dei pazienti positivi al tampone.

Quello che è certo è che la vera vittima di questo virus è il sistema sanitario e che la sua organizzazione determina in maniera preponderante la sua capacità distruttiva. Per essere più specifici, anche dal confronto con i dati di eccesso di mortalità nel 2016/17 riferita all’epidemia influenzale, ribadiamo che i dati a nostra disposizione di eccesso di mortalità in Italia, e soprattutto in alcune regione come la Lombardia e il Piemonte, sembrano legati non tanto alla letalità del virus di per sè quanto alla sua contagiosità che ha determinato una elevatissima concentrazione spazio-temporale di manifestazioni cliniche nei primi mesi di quest’anno e che ha messo in crisi sistemi sanitari non all’altezza di rispondere, almeno quantitativamente, a questo impatto.

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2019 Eventi

Le frecce a disposizione del medico per il trattamento della Fibrillazione Atriale 29 Oct 2019

Le frecce a disposizione del medico per il trattamento della Fibrillazione Atriale

Corso di aggiornamento ECM

Casa dell'aviatore - Roma - 29 Ottobre 2019

Si parla di fibrillazione atriale quando il battito cardiaco diventa irregolare e, spesso, accelerato. Ciò può causare sintomi quali palpitazioni cardiache, affaticamento e affanno. Il trattamento della fibrillazione atriale è importante in quanto può causare un ictus o uno scompenso cardiaco e avere un impatto negativo sulla qualità della vita. I soggetti con fibrillazione atriale presentano una probabilità da cinque a sette volte maggiore di formazione di coaguli di sangue e di avere un ictus e una probabilità di due o tre volte maggiore di sviluppare fibrillazione atriale. Per fortuna, la fibrillazione atriale può essere trattata farmacologicamente, con la cardioversione (una particolare scarica elettrica), l’ablazione transcatetere o l’ablazione chirurgica. Qui affronteremo due aspetti importanti:

La terapia farmacologica per il trattamento della fibrillazione atriale si possono prescrivere le seguenti terapie: • Farmacipercontrollarelafrequenzaoilritmocardiaco

• Farmacianticoagulantiperimpedirelaformazionedicoagulidisangue

In questo incontro si valuterà la terapia con la nuova classe NAO; un’alternativa efficace e sicura anche per la prevenzione dell’ictus, più maneggevoli e sicuri, in grado di venire incontro alle esigenze di medici e pazienti. Verrà sviluppata un’analisi della categoria farmacologica che non richiede controlli ematici costanti, ha scarsissime probabilità di interazioni con alimenti e altri medicinali, è somministrata a dosaggio fisso e presenta un ridotto rischio di emorragie cerebrali rispetto alla terapia tradizionale, dimostrando un buon rapporto costo-efficacia.

La terapia elettrica

Il defibrillatore automatico impiantabile (detto anche ICD) è un apparecchio molto sofisticato che serve a trattare le aritmie. Si tratta di un piccolo dispositivo elettronico che osserva costantemente tutti i battiti del cuore ed interviene quando rileva un’aritmia grave. In base al tipo di dispositivo e alle impostazioni programmate dal cardiologo questi strumenti erogano una o più terapie elettriche eseguendo una stimolazione o una scarica elettrica (detta anche DC Shock), proprio come i normali defibrillatori esterni presenti negli Ospedali (e come probabilmente tutti hanno visto in televisione nelle serie di ambiente medico). La scarica elettrica è in grado di interrompere anche la più grave aritmia cardiaca e può quindi salvare la vita al paziente.

In generale, gli ICD sono indicati nei pazienti con aritmie maligne e servono a prevenire la morte improvvisa.

Il Corso si articolerà in varie sessioni (teorico-pratiche) e ciascuna è orientata ad affrontare un tema specifico con l’obiettivo che tutti i partecipanti si confrontino e cerchino un approccio al trattamento del paziente cardiopatico il più omogeno e sicuro per lo stesso. Inoltre creare una metodologia diagnostica che scopri prima e si arrivi ad una prevenzione del rischio a cui espone la FA il paziente.

 

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2019 Eventi

Nao Priority 12 Feb 2019

Nao Priority

Corso di aggiornamento ECM

12 Febbraio 2019

NAO PRIORITY

Programma Scientifico

08,45 Apertura segreteria e iscrizione partecipanti
09:00 Perché definire delle priorità? Presentazione del Congresso. Francesco Fedele, Giuseppe Patti
10:00 I dati a nostra disposizione per la definizione delle priorità nella scelta terapeutica. Giuseppe Patti
10:30 Tipologie di pazienti con FA che maggiormente potrebbero beneficiare dell’utilizzo degli anticoagulanti orali diretti. Luca Cacciotti
10:50 Coffee Break
11:00 Workshop interattivi: Analisi dei dati a disposizione e condivisione delle esperienze (Presentazione dei Workshop). Carlo Lavalle
11.30 Workshop* (Fase 1: To Study)
12.15 Workshop* (Fase 2: To Share)
13:00 Lunch
14:00 Quali elementi considerare nella scelta della terapia? Leonardo De Luca
14.30 Workshop* (Fase 3: To Choose)
15:30 Coffee Break
15:40 Outpot dei Workshop Interattivi.
Moderatori: Francesco Fedele, Carlo Lavalle, Luca Cacciotti, Giuseppe Patti, Leonardo De Luca
17:00 Confronto e dibattito finale sui temi affrontati.
Moderatori: Francesco Fedele, Carlo Lavalle, Luca Cacciotti, Giuseppe Patti, Leonardo De Luca
18:00 Questionari di valutazione

Workshop
WS 1 Cardioversione – Moderatori: Giuseppe Giunta – Francesco Adamo WS 2 Anziano – Moderatori: Raffaele Quaglione – Fabio Ferrante
WS 3 Renale – Moderatori: Vincenzo Paravati – Maria Carla Gallù
WS 4 Sanguinamenti – Moderatori: Alessandro Battagliese – Emilio Cicone WS 5 VKA – Moderatori: Ruggiero Mango – Ilaria Cavallari
WS 6 NAIVE – Moderatori: Matteo Ruzzolini – Carmela Bisconti
WS 7 Emergenza – Moderatori: Valentina Valeriano – Lorena Cipollone

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2020 Eventi

Pandemia da Covid-19

Pandemia da Covid-19

Corso di aggiornamento ECM (Webinar)

29 Aprile 2020

I coronavirus sono virus appartenenti alla famiglia Coronaviridae, ampiamente diffusi fra gli umani e altri mammiferi. Sebbene la maggior parte delle infezioni da Coronavirus sia benigna, negli ultimi 10 anni si sono osservate due epidemie causate da betacoronavirus, nello specifico severe acute respiratory syndrome coronavirus (SARS-CoV) e middle east respiratory syndrome coronavirus (MERS-CoV). Nel Dicembre 2019 è stata osservata una serie di polmoniti da causa sconosciuta a Wuhan, Hubei, Cina (4), il cui patogeno responsabile è stato identificato come un nuovo coronavirus, denominato SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Syndrome – Coronavirus 2) (1,2). L’infezione è stata classificata come pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), colpendo l’Italia da gennaio 2020. Il Governo italiano ha instaurato una serie di provvedimenti e di restrizioni socio-economiche per tentare di contrastare e arginare il dilagarsi dell’epidemia.

Allo stato attuale, non ci sono terapie specifiche o vaccini approvati. Il trattamento è principalmente basato su un supporto farmacologico e ventilatorio, specie per i pazienti critici ricoverati in terapia intensiva. Inoltre, il tasso di mortalità è stato descritto come più elevato nei pazienti affetti da malattie croniche. I provvedimenti intrapresi finora in Italia stanno avendo effetti positivi sul contenimento della pandemia, ma anche effetti indesiderati sulle altre patologie croniche, in quanto gli ambulatori sono pressoché chiusi e i Pronto Soccorso e gli Ospedali sono prevalentemente dedicati alla gestione dei pazienti Covid-19.

In data 29/04/2020 si terrà in via telematica un convegno sulla Pandemia da Covid-19, per un aggiornamento sullo stato dell’arte in campo scientifico- sanitario di questa patologia e sulle esperienze a confronto degli esperti coinvolti in prima linea nei diversi Ospedali della Regione Lazio.Sarà questa un’iniziativa per confrontarsi e riflettere su questa devastante situazione per potere unire le forze verso un progetto comune che vede protagonisti Ricercatori e Medici impegnati nella lotta al Covid-19.

Prof. Francesco Fedele

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Dr Paolo Infusino

Infezione da Covid 19
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Dr Paolo Severino

Rimodulazione della terapia nelle malattie croniche

Dr Massimo Mancone

Restrizioni Sociali per la pandemia da covid-19

Luca Cacciotti

Esperienze a confronto nel Sistema Sanitario Regionale Lazio

Francesco Pugliese

Policlinico: Pianificazione organizzativa e risultati

Antonio Fusto

Esperienze a confronto nel Sistema Sanitario Regione Lazio

Amir Kol

Esperienze a confronto nel Sistema Sanitario Regione Lazio

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ECM (EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA)

Il Corso di aggiornamento ECM dal titolo: PANDEMIA DA COVID-19: AGGIORNAMENTI ED ESPERIENZE A CONFRONTO è inserito nella lista degli eventi definitivi ECM del programma formativo 2020 del Provider ECM (cod ID 5084).

Professione: Medico Chirurgo Discipline principali: Tutte le discipline

Obiettivo Formativo: Documentazione Clinica Percorsi clinico assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza – profili di cura (3)

Partecipanti: 90 Ore Formative: 03 ID EVENTO: 283868 Crediti ECM: 4,8