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È ora di dire basta alle notizie sensazionalistiche

L’infarto miocardico è una patologia cardiovascolare estremamente complessa da un punto di vista fisiopatologico, nella cui eziopatogenesi rientrano numerosi fattori di rischio. La definizione di questi fattori di rischio è stata ed è ancora oggi un obiettivo cruciale della ricerca cardiovascolare per poter agire su di essi e ridurre quindi l’incidenza di eventi acuti.

È stato pubblicato recentemente su “International Journal of Cardiology” un articolo dal titolo “Climate changes and ST-elevation myocardial infarction treated with primary percutaneous coronary angioplasty” in cui è stata studiata la correlazione tra alcuni parametri di variabilità ambientale e eventi coronarici acuti. In particolare sono stati raccolti dati su 4132 angioplastiche coronariche eseguite in paziente con STEMI o NSTEMI emodinamicamente instabili e, successivamente, correlati alle variazioni ambientali valutate attraverso la temperatura atmosferica, l’umidità relativa, la pressione atmosferica e la quantità di pioggia. I risultati dello studio, ripresi dalla sezione salute di alcuni quotidiani nazionali dove sono stato presentati come rivoluzionari in termini di prevenzione cardiovascolare, in realtà non hanno nessun aspetto innovativo. Infatti, come già noto in letteratura, gli autori, hanno riscontrato una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari nelle giornate con temperature più basse in inverno e in giornate con temperature più alte in estate. Questo dato non ci sorprende affatto se si conosce la fisiologia e fisiopatologia cardiovascolare. Infatti, sia il freddo, determinando vasocostrizione e aumento della pressione arteriosa, sia il caldo, determinando ipotensione e aumento della frequenza cardiaca, “stressano” l’apparato cardiovascolare che se già alterato, per esempio da patologia coronarica, entra in crisi manifestando l’evento acuto.

La conclusione della “innovativa” ricerca è che occorre debitamente coprirsi nelle rigide giornate invernali, idratarsi adeguatamente nelle afose giornate estive evitando di uscire nelle ore più calde. Tutte conclusioni: “catalaniane” (per chi si ricorda di “Quelli della notte”).

La ricerca, in termini di prevenzione cardiovascolare, deve continuare seriamente fornendo sempre più informazioni che concretamente possano essere utili ai pazienti nella gestione quotidiana dei fattori di rischio. Di conseguenza, trovo superfluo che giornali seguiti su ampia scala presentino come sensazionali risultati che non apportano nessun dato innovativo e si caratterizzano solo per sensazionalismo giornalistico.

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Un’altra morte cardiaca improvvisa

Ancora un’altra morte cardiaca improvvisa durante attività sportiva. Stavolta è morto il figlio 30enne del noto giocatore di calcio Cafù, che militò negli anni ‘90 nella Roma e nel Milan con il soprannome Pendolino. In questi giorni c’è stata tanta solidarietà e molta attenzione mediatica è stata rivolta su questo drammatico evento.

Un ragazzo di 30 anni che muore improvvisamente mentre giocava a pallone, in casa. Si parla di un probabile infarto miocardico acuto, il che è possibile in un ragazzo così giovane, ma poco probabile. Più frequentemente a causare questi tragici eventi sono altre malattie, prevalentemente aritmiche, misconosciute.

Nelle prossime 24-48 ore si continuerà a parlare del fatto. Poi, come già accaduto, non se ne parlerà più e, soprattutto, niente verrà fatto per rafforzare la prevenzione di questa epidemia: in Italia più di 1000 giovani sotto i 36 anni muoiono improvvisamente.

E’ tempo di cambiare il corso degli eventi. Noi già abbiamo iniziato con il progetto “A Scuola con il Cuore”, un programma di screening dedicato ai ragazzi delle scuole superiori che prevede l’esecuzione, in meno di un’ora, di esami non invasivi e innocui (elettrocardiogramma, ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca) per identificare possibili cause di morte cardiaca improvvisa.

I risultati di questo screening, insieme a ulteriori messaggi di sensibilizzazione,  saranno proposti durante un evento che si terrà il prossimo 6 Novembre con il patrocinio del CONI. Naturalmente, come sempre, vi terrò aggiornati.